L'idea del viaggiare esercita da sempre un forte fascino sull'immaginario collettivo.
Il viaggio ha molteplici significati nel nostro inconscio: è esperienza, evasione, sfida,
brama di conoscere. Visitare terre lontane e conversare con genti diverse rende gli uomini
più saggi diceva lo scrittore spagnolo Cervantes. Ma il francese de Montaigne pare
rispondergli, in un fantomatico dialogo: Di solito, a chi mi domanda la ragione dei miei
viaggi, rispondo che so bene quello che fuggo, ma non quello che cerco. Il "Giro del
mondo in 80 giorni" è una sfida umoristica, ma ne esistono di tipo diverso: tutti i
grandi esploratori, nell'intraprendere una spedizione, sfidavano sì l'ignoto, ma
soprattutto se stessi. Ma, a ben cercare, esistono richiami ancora più profondi.
Abbondano le storie dove un viaggio fisico è lo specchio di un itinerario interiore.
Sinbad e Gulliver, per esempio, nel loro peregrinare trovano la maturità e al ritorno
saranno diversi. La ricerca del Santo Graal è un chiaro desiderio di purificazione, di
contatto con Dio. Addirittura, in tante leggende il viaggio è visto come una punizione
divina. Dante ci racconta come Ulisse sia stato costretto da Dio a vagare con un remo in
spalla finché qualcuno non gli avrebbe chiesto perché si portava in giro una pala per
fornai. Nella mitologia ebraica è molto forte questo aspetto: Ahasvero, l'ebreo
maledetto, derise Cristo sul Calvario e da allora gira per il mondo alla ricerca del
perdono.
E questo solo per citare alcuni esempi, ma come non ricordare altri grandi viaggiatori del
passato, soprattutto per terra: Abramo che fidandosi della promessa di Dio da Ur dei
Caldei nel sud della Mesopotamia si spinse fino nella terra di Canaan e rimanendo sempre
un nomade. Oppure ancora Marco Polo che mosso un po' per la curiosità tipica dei giovani
e un po' per interesse si spinse da Venezia, fino alla corte del Gran Khan in estremo
oriente.
E per continuare i grandi Navigatori del passato mossi dalle loro ricerche e
"sponsorizzati" dalla sete di potere dei loro re: Colombo, Magellano, Chook; o
ancora i grandi esploratori dei popoli del nord, I vichinghi che con le loro agili navi
raggiunsero, l'Islanda, la Groenlandia, e le coste del Nord America.
Oggi con i mezzi telematici e televisivi orma il viaggio è diventato virtuale senza
spostarsi da casa, con il solo click ci si ritrova in paesi da favola, ma soprattutto in
milioni d'informazioni.
E qualunque sia la propria religione o filosofia è bello pensare la nostra vita come un
lungo viaggio teso tra un non ancora e un non so. Rendendo l'uomo un eterno errante senza
un posto dove mettere radici e dire ecco sono a casa, se non tra le braccia di chi lo ama
fino in fondo.
Con questo spirito ed altri pensieri è nato questo primo tentativo di prodotto
Ipertestuale che racconta in modo molto conciso e senza grandi pretese i miei viaggi. Le
informazioni che troverai nella navigazione sono forse scarne o vecchie ma non era nel mio
intento vare un atlante, ma solo un punto di partenza per stimolare dei viaggi veri.
Alcune piccole note di come muoversi: troverai testi e immagini, (fotografie, disegni) per
tornare da una immagine alla pagina di testo usa sempre il tasto indietro del tuo browser.
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